Fotografia


M’attira il tuo sorriso come
Potrebbe attirarmi un fiore
Fotografia tu sei il fungo bruno
Della foresta
La sua bellezza
I bianchi sono
Un chiaro di luna
In un pacifico giardino
Pieno d’acque vive e d’indiavolati giardinieri
Fotografia sei il fumo dell’ardore
La sua bellezza
E ci sono in te
Fotografia
I toni illanguiditi
Vi si sente
Una melopea
Fotografia tu sei l’ombra
Del sole
Tutta la sua bellezza.

(Apollinaire, Calligrammi, 1918)


La traccia e la relazione


“Una fotografia non è soltanto un’immagine (come lo è un quadro), un’interpretazione del reale; è anche un’impronta, una cosa riprodotta direttamente dal reale, come l’orma di un piede o una maschera mortuaria.” (S. Sontag)
Essere traccia significa molte cose. Nel caso della fotografia significa anche essere sempre luogo di relazione. La fotografia, la lastra, o la massa di pixel, non rappresentano mai, infatti, un oggetto comune, ma sempre un oggetto in relazione, un indice nel senso di Peirce, cioè qualcosa che conserva una traccia d’altro, e in queste tracce si pone sempre in relazione a qualcosa, prima di tutto a ciò che esso presenta nelle forme di un eterno è-stato.
Il segno indexicale dunque dice sempre qualcosa del suo oggetto d'origine, o dell’oggetto con cui è in-relazione, mentre il segno iconico, quello della pittura, non dice niente a proposito di uno stato del mondo reale se non in senso molto generale ed astratto. Dice solo una possibilità ideale. Certo non è poco, anzi, ma è un’altra cosa, rispetto alla fotografia che dice invece una rete di relazioni: con l’oggetto fotografato, con il fotografo, con l’ambiente in cui si realizza.